Acrocyusa forticornis n. sp.
(Figg. 104-105)
Materiale tipico: Holotypus , Brasilien, Nova Teutonia, VII.1955 - XI.1955, 300- 500 m, leg. Plaumann (MB) .
Paratypi: 3 , stessa provenienza (MB), (MRSNT) .
Descrizione:
Lunghezza 3 mm. Corpo lucidissimo e rossiccio, con quarto urotergo libero bruno-rossiccio; antenne bruno-rossicce con i due antennomeri basali giallo-rossicci; zampe rossicce. Punteggiatura del capo evidente e assente sulla fascia longitudinale mediana, quella del pronoto fine e molto superficiale. Granulosità delle elitre saliente, quella dell’addome fine. Reticolazione assente su tutto il corpo. Quattro punti forti sul disco del pronoto. Solchi trasversi basali punteggiati. Spermateca fig. 105.
Nota:
Acrocyusa BERNHAUER, 1930, è stato descritto come sottogenere di Ocyusa KRAATZ, 1856 . In questa sede è considerato genere a sé stante per le antenne molto clavate.
Comparazioni:
A motivo delle antenne fortemente clavate, la nuova specie è simile ad A. grandicornis BERN- HAUER, 1930, del Congo. Se ne distingue per avere il corpo rossiccio con quarto urotergo libero bruno-rossiccio (nero e nero-bruno in grandicornis), per l’undicesimo antennomero brunorossiccio e non giallo-rossiccio come in grandicornis, per gli occhi molto più corti delle tempie (occhi lunghi quanto le tempie in grandicornis) e per l’undicesimo antennomero lungo quanto i quattro precedenti riuniti (il medesimo poco più lungo dei due antennomeri precedenti riuniti in grandicornis).
Etimologia: Il nome della nuova specie significa «antenne forti» a motivo delle sue robuste antenne.